Guarda il bordo della suola prima di comprare un paio di scarpe

Dettaglio del bordo cucito di una scarpa di pelle marrone appoggiata di lato

Surrey County Council, David Williams, 2007-09-03 16:39:02 / CC BY-SA 4.0

Il calzolaio gira la scarpa fra le mani per tre secondi e la restituisce. Non si può fare, dice, e non è mancanza di volontà: la suola è incollata direttamente alla tomaia, staccarla significa distruggere il bordo, e un anno dopo l’acquisto quella scarpa è diventata un rifiuto.

L’informazione che avrebbe evitato tutto era visibile in negozio, sul bordo dove la suola incontra la tomaia, e si legge in trenta secondi senza chiedere niente a nessuno. Non compare quasi mai nella scheda prodotto e non è scritta sulla scatola.

Non tutte le scarpe devono essere risuolabili, e per certi usi la costruzione incollata è la scelta tecnica giusta. Ma quando si spendono cifre importanti per un paio destinato a durare, sapere in anticipo se avrà una seconda vita cambia completamente il conto.

Il controllo in trenta secondi

  • Dove guardare. Il bordo perimetrale, dalla punta al tallone, tenendo la scarpa all’altezza degli occhi.
  • Che cosa cercare. Una linea di punti visibile fra tomaia e suola, o fra tomaia e una striscia intermedia di cuoio.
  • Segnale positivo. Punti regolari lungo tutto il perimetro, bordo che sporge di qualche millimetro.
  • Segnale negativo. Bordo liscio e continuo, con la suola che risale sulla tomaia e la copre.
  • Il dubbio più comune. Una finta cucitura decorativa sulla suola, che non attraversa nulla. Si riconosce perché non compare all’interno.

Come riconoscere una scarpa risuolabile dal bordo della suola

Il principio è semplice: se la suola è tenuta da punti, si può togliere tagliando i punti e cucirne di nuovi. Se è tenuta da adesivo, toglierla significa aggredire il bordo della tomaia con calore e solventi, e nella maggior parte dei casi il danno supera il beneficio.

La cucitura, quando esiste, si vede. Passa lungo il perimetro esterno, a pochi millimetri dal bordo, ed è fatta con un filo spesso e resistente. Nelle costruzioni migliori la si trova sulla parte superiore di una striscia di cuoio che gira attorno alla scarpa e sporge leggermente rispetto alla tomaia.

Riconoscere una scarpa risuolabile richiede però anche un controllo interno, perché alcune costruzioni cuciono dall’interno e non lasciano tracce sul bordo esterno. Si toglie la soletta mobile, se c’è, e si guarda il fondo: una linea di punti che corre lungo il perimetro interno indica una costruzione cucita.

Incollata, cucita Blake, Goodyear: tre costruzioni

Costruzione Come si riconosce Risuolature possibili Caratteristiche
Incollata Nessuna cucitura, bordo liscio e continuo Nessuna o una sola, con esito incerto Leggera, flessibile, economica
Cucita Blake Punti visibili solo all’interno, sotto la soletta Diverse, da un calzolaio attrezzato Sottile, flessibile, poco impermeabile
Goodyear Punti esterni su una striscia di cuoio sporgente Molte, senza toccare la tomaia Robusta, rigida all’inizio, più pesante
Blake rapid Doppia cucitura, interna ed esterna Molte Compromesso fra le due precedenti
Vulcanizzata Fascia di gomma che risale sulla tomaia Nessuna in pratica Tipica delle scarpe da ginnastica in tela

Le prime tre coprono la quasi totalità delle scarpe da città. La distinzione fra le ultime due interessa soprattutto chi cerca una scarpa da usare tutti i giorni per molti anni.

Dove guardare esattamente sul bordo

Banco di un calzolaio con attrezzi, forme di legno e scarpe in attesa di riparazione
The Falstad Centre from Ekne, Nord-Trøndelag, Norway / CC BY 2.0

Si tiene la scarpa con la suola verso il basso e la si guarda di profilo, contro una luce. Il punto da osservare è la linea in cui la tomaia finisce e comincia il fondo, e le tre configurazioni possibili sono distinguibili a occhio.

Nella prima, la tomaia scende e si infila sotto il fondo senza che si veda nulla: il bordo è una linea netta, spesso rifinita con vernice. È la costruzione incollata. Nella seconda, fra tomaia e suola c’è una striscia di cuoio larga qualche millimetro, con una fila di punti sopra: è il guardolo, l’elemento tipico della costruzione più robusta.

Il controllo si completa girando la scarpa e guardando il fondo. Una suola in cuoio si distingue da una in gomma per il colore, per la superficie leggermente porosa e per il suono: battuta con l’unghia, il cuoio produce un suono secco, la gomma uno sordo. Sul fondo, in prossimità dell’arco plantare, alcune costruzioni lasciano visibile la cucitura che unisce la suola al guardolo.

Nella terza, il bordo è pulito ma la scarpa è molto sottile e flessibile: si sospetta una cucitura interna e si passa al controllo dentro la scarpa. Un ultimo caso, frequente sulle scarpe da ginnastica, è la fascia di gomma che risale attorno a tutta la tomaia coprendola: in quel caso la suola è parte integrante della struttura.

La cucitura che si vede e quella che non si vede

La costruzione con guardolo unisce tomaia, sottopiede e striscia di cuoio con una prima cucitura interna, e poi cuce la suola alla sola striscia con una seconda cucitura esterna. Il vantaggio pratico è enorme: per cambiare la suola si taglia solo la seconda cucitura, e la tomaia non viene mai toccata.

La costruzione a cucitura interna passa il filo attraverso tomaia, sottopiede e suola in un unico passaggio, con i punti visibili all’interno della scarpa sotto la soletta. Si risuola, ma ogni intervento richiede di forare di nuovo la tomaia nella zona di giunzione, quindi il numero di volte è limitato.

Esiste poi una trappola visiva da conoscere: molte scarpe economiche presentano una finta cucitura, cioè una fila di punti eseguita sul bordo della suola in gomma senza che il filo attraversi alcunché. Si smaschera in due modi: i punti si fermano prima del tallone, oppure non esiste alcuna cucitura corrispondente all’interno. È lo stesso genere di finitura decorativa che si impara a riconoscere controllando le lavorazioni dei capi.

La suola iniettata, il caso che chiude la partita

Nelle produzioni di grande volume la suola non viene incollata: viene formata direttamente sulla tomaia, colando materiale plastico o gommoso in uno stampo che contiene già la parte superiore della scarpa.

Il risultato è una giunzione che non è né cucita né incollata ma fusa, e che non ha alcuna linea di separazione. La scarpa è leggera, impermeabile lungo il bordo e molto economica da produrre. Non esiste modo di separare i due elementi senza distruggere la tomaia.

Si riconosce dal materiale, che appare continuo e senza soluzione fra il fondo e la parte che risale sui lati, e dall’assenza totale di qualunque linea. Non è una costruzione da evitare in assoluto: per calzature da lavoro, da pioggia o di uso stagionale è una scelta razionale. Diventa un problema quando viene proposta su un modello venduto come acquisto duraturo.

Le scarpe da ginnastica, dove quasi nulla si risuola

Il settore delle calzature sportive e delle sneaker urbane usa quasi esclusivamente costruzioni incollate, vulcanizzate o iniettate, e per ragioni tecniche prima che economiche: l’ammortizzazione richiede intersuole in materiale espanso che non si possono cucire.

Ne segue che la durata di una scarpa da ginnastica dipende quasi interamente dall’usura dell’intersuola, che perde progressivamente capacità di ammortizzare anche quando l’aspetto esterno resta buono. È un componente che invecchia anche da fermo, per ossidazione del materiale espanso.

Esistono eccezioni: alcuni modelli in tela con suola vulcanizzata possono ricevere una mezza suola in gomma incollata sopra quella esistente, che ne prolunga la vita a costo contenuto. E per le sneaker in pelle di fascia alta esistono laboratori specializzati che intervengono sull’intersuola. Sono servizi di nicchia, e il prezzo va confrontato con quello di un paio nuovo prima di decidere.

Che cosa si può ancora fare su una scarpa incollata

Non risuolabile non significa non riparabile. Su una scarpa incollata restano possibili diversi interventi che allungano la vita del paio di anni.

  1. Mezza suola applicata sopra. Uno strato sottile di gomma incollato sulla suola esistente, prima che questa si consumi fino allo strato interno. È l’intervento più utile e va fatto in anticipo, non dopo.
  2. Sostituzione del tacco. Il sopratacco è quasi sempre un pezzo a parte e si cambia anche sulle costruzioni incollate.
  3. Riparazione della fodera. Il tallone interno si consuma prima di tutto il resto e si può ricostruire con un rinforzo cucito.
  4. Riadesione locale. Un bordo che si apre in un punto si può riattaccare, purché la superficie sia pulita e il distacco recente.

La regola comune a tutti e quattro è che vanno fatti presto. Una scarpa portata dal calzolaio quando la suola è già bucata ha perso la possibilità dell’intervento meno invasivo, ed è la stessa logica anticipata che vale per tutte le riparazioni fatte prima del cedimento.

Il costo di una risuolatura, e quando conviene

I prezzi variano molto per città, per tipo di intervento e per materiali, quindi l’unico dato affidabile è il preventivo del calzolaio. Ciò che si può stabilire è il criterio di convenienza, che non dipende dal prezzo assoluto.

Il conto si fa in tre passaggi. Si stima quanti anni la scarpa può ancora durare dopo l’intervento, si divide il costo della riparazione per quegli anni, e si confronta il risultato con il prezzo annuale di un paio nuovo equivalente. Se la tomaia è sana e la forma calza bene, la riparazione vince quasi sempre.

Nel conto entra anche una voce che non compare nel preventivo: il tempo di attesa. Una risuolatura completa richiede giorni o settimane, perché il laboratorio lavora per lotti e la scarpa deve riposare fra un passaggio e l’altro. Chi possiede un solo paio adatto a un certo uso finisce per rimandare l’intervento fino a quando non è più praticabile, ed è una delle ragioni più comuni per cui le scarpe riparabili non vengono riparate.

Ci sono due condizioni che ribaltano il conto. La prima è la tomaia crepata nelle pieghe della flessione, dove il materiale è già cedevole: risuolare una scarpa che si aprirà sopra è spesa persa. La seconda è la calzata sbagliata, perché una scarpa che non è mai stata comoda non lo diventerà. Il metodo di calcolo è lo stesso applicato in come si valuta la spesa su un capo che deve durare.

Il tacco, la fodera e la tomaia: gli altri tre punti

Scaffali di un negozio di calzature con paia di scarpe esposte in fila

Il bordo della suola è il controllo principale, ma tre altri elementi decidono quanto una scarpa durerà, e si verificano in negozio nello stesso minuto.

Prima di guardarli, un’osservazione che vale per tutti e tre: si valutano su entrambe le scarpe del paio e non su una sola. Differenze evidenti fra destra e sinistra nella rifinitura del bordo, nell’altezza del tacco o nella tensione della tomaia indicano un controllo qualità approssimativo, e sono un motivo sufficiente per chiedere un altro paio della stessa misura.

Il tacco va guardato di lato: deve essere composto da strati distinguibili, con un sopratacco in gomma sostituibile. Un tacco in un pezzo unico di materiale plastico si consuma in modo irregolare e non si ripara.

La fodera interna deve essere in pelle o comunque in materiale traspirante, e va controllata al tallone, dove l’attrito è massimo. Una fodera sintetica lì si consuma in una stagione e mette a nudo il rinforzo. La tomaia si valuta piegandola con le mani: una pelle di buona qualità forma pieghe fini e diffuse, una pelle rivestita di uno strato superficiale forma una piega netta che resta segnata. Quel segno diventerà una crepa.

Le domande da fare in negozio

Quattro domande dirette, che un negozio serio riesce a girare al proprio fornitore anche quando non ha la risposta immediata.

La prima è la costruzione: incollata, cucita internamente, con guardolo o iniettata. È un dato tecnico che i produttori conoscono e comunicano volentieri quando la risposta è buona. La seconda riguarda il materiale della suola: cuoio, gomma, materiale espanso, o combinazioni.

La terza domanda è se il marchio offre un servizio di riparazione o ha laboratori convenzionati, che è un’informazione sempre più presente e che vale come indicatore di intenzione. La quarta riguarda la disponibilità di parti di ricambio, in particolare lacci, solette e sopratacchi. Un modello di cui non esistono ricambi è un modello che il produttore considera sostituibile, e il ragionamento è lo stesso che vale per i prodotti progettati per essere riparati.

Domande frequenti

Una scarpa cucita è sempre migliore di una incollata?

Migliore per la riparabilità, non necessariamente per l’uso. Le costruzioni incollate sono più leggere, più flessibili e più impermeabili lungo il bordo, e per una scarpa sportiva o per un modello da stagione sono la scelta corretta. Il confronto ha senso solo a parità di destinazione d’uso.

Quante volte si può risuolare una scarpa con guardolo?

Diverse, e il limite non è la cucitura ma il sottopiede e la struttura interna. Quando il sottopiede si sfalda o la forma è deformata, l’intervento smette di avere senso anche se la tomaia è integra. In condizioni normali si parla comunque di un ciclo di vita molto più lungo di quello di una scarpa incollata.

La suola in cuoio dura meno di quella in gomma?

Si consuma più in fretta sull’asfalto e teme la pioggia, ma è più facilmente sostituibile e più confortevole per chi soffre di piedi caldi. Una soluzione comune è applicare una protezione sottile in gomma sulla suola in cuoio nuova, che riduce il consumo senza cambiare la costruzione.

Vale la pena comprare scarpe di seconda mano?

Per i modelli con guardolo sì, perché la struttura sopravvive a chi le ha portate prima e la suola si sostituisce. Va però verificata la forma interna, che si adatta al piede del proprietario precedente: la deformazione del sottopiede non si corregge, e su un piede diverso può risultare scomoda.

Come si capisce quando è il momento di portarle dal calzolaio?

Si guarda la suola alla luce, tenendo la scarpa capovolta. Quando il disegno si è spianato in un’area del tallone o dell’avampiede, ma non si è ancora aperto alcun foro, è il momento giusto. Aspettare che compaia il foro significa passare da un intervento semplice a uno complesso, e talvolta impossibile.

Trenta secondi sul bordo di una scarpa distinguono un acquisto da dieci anni da un acquisto da uno. È il controllo con il miglior rapporto fra tempo speso e denaro risparmiato di tutto il reparto calzature, e quasi nessuno lo fa.