Tre tagli senza cartamodello per una camicia che non metti più

folded cotton shirts

In fondo all’armadio c’è quasi sempre una camicia che nessuno mette più. Il colletto è consumato sul bordo, il colore non convince più, la vestibilità è sbagliata di due centimetri. Il tessuto, però, è integro su tutto il resto e ha già superato decine di lavaggi senza cedere.

Una camicia è anche il capo più generoso che si possa smontare, per una ragione tecnica: buona parte dei suoi bordi è già rifinita in fabbrica. L’orlo inferiore, la bottoniera, i polsini e le pieghe delle spalle sono cuciture pronte, e chi le riusa al posto giusto elimina metà del lavoro e tutti i cartamodelli.

I tre progetti che seguono partono da lì. Nessuno richiede di disegnare un modello, nessuno richiede una macchina particolare, e ciascuno sfrutta una parte diversa del capo: così da una sola camicia, se il tessuto è abbastanza grande, escono tutti e tre gli oggetti.

Tempo, attrezzi e che cosa esce

  • Tempo. Un’ora per il grembiule, quaranta minuti per il sacchetto, un’ora e mezza per la federa, comprese le prove.
  • Attrezzi. Forbici da sarta, scucitore, spilli, metro, gessetto, ferro con vapore e una macchina da cucire domestica qualsiasi.
  • Materiali aggiuntivi. Filo di poliestere in tono, un metro di nastro o fettuccia per il grembiule, un pezzo di cordoncino per il sacchetto.
  • Difficoltà. Bassa per i primi due progetti, media per la federa, dove conta la precisione delle misure.
  • Che cosa esce. Un grembiule da cucina, un sacchetto richiudibile e una federa con chiusura a bottoni, tutti con almeno un bordo di fabbrica a vista.

Come riutilizzare camicie vecchie partendo dalle parti già rifinite

La logica è sempre la stessa: prima di tagliare si guarda che cosa nel capo è già finito, poi si costruisce l’oggetto attorno a quelle parti invece che attorno a una forma astratta. È il contrario di come si lavora con il tessuto in pezza, dove ogni bordo va rifinito da capo.

La conseguenza pratica è che il taglio non è mai libero. Il fondo del grembiule sarà il fondo della camicia, la bocca del sacchetto sarà l’orlo inferiore, l’apertura della federa sarà la bottoniera. Le misure dell’oggetto finito dipendono quindi dalla taglia della camicia, e vanno verificate prima di cominciare.

Chi vuole riutilizzare camicie vecchie senza frustrazione parte perciò dalla camicia più grande che ha, non dalla più bella. Una taglia abbondante dà margine su tutti e tre i progetti; una camicia stretta ne consente uno solo. È lo stesso principio con cui si valuta un capo da modificare invece che da buttare, secondo la logica di dare un secondo impiego a ciò che si ha già.

Le parti di una camicia, e quali sono già finite

Parte Già rifinita Uso migliore
Orlo inferiore Sì, con orlo stretto ribattuto Bocca del sacchetto, fondo del grembiule
Bottoniera e sormonto Sì, con asole e bottoni Apertura della federa
Dorso e davanti No, tessuto pieno Corpo di qualunque progetto
Maniche Cucitura chiusa, orlo al polso Tasche, manici, fasce
Polsini Sì, doppi e rinforzati Portaoggetti, fascette, sottopentola
Colletto Sì, spesso con teletta interna Rinforzi, sottofondi rigidi
Carré posteriore Doppio strato Presine, rinforzi da cucire sotto

La colonna centrale è quella che guida il taglio. Ogni volta che si può far coincidere un bordo dell’oggetto con un bordo già rifinito si risparmiano un ripiegamento, una stiratura e una cucitura, e il risultato è più piatto di quanto si otterrebbe rifinendo a mano.

Quali camicie funzionano e quali no

Il tessuto migliore è il cotone da camiceria di peso medio, popeline o twill, perché sta fermo sotto il piedino e prende la piega con il ferro. Anche le camicie in misto lino si prestano, con la sola avvertenza di stirare più spesso durante il lavoro.

Vanno escluse le camicie in tessuto molto leggero e sfuggente, come le sete e le viscose fluide, che scivolano e vanno stabilizzate; per un primo progetto sono una complicazione inutile. Vanno escluse anche le camicie con tessuto molto elastico, perché il bordo di fabbrica si deforma sotto trazione.

Sul piano dello stato del capo, la regola è semplice: contano i grandi pannelli, non i dettagli. Un colletto consumato, un polsino sfrangiato o un bottone mancante non tolgono nulla, perché quelle parti non entrano nei tre progetti principali. Contano invece le macchie e le zone assottigliate su dorso e davanti, che vanno individuate in controluce prima di decidere dove appoggiare le forbici.

Preparare il capo prima di tagliare

Il primo passaggio è un lavaggio alla temperatura più alta che il tessuto tollera, così che il ritiro avvenga adesso e non dopo, quando l’oggetto è già cucito. Chi salta questo passaggio si ritrova con una federa che dopo due lavaggi non entra più sul cuscino.

Segue una stiratura completa a capo aperto, che serve più a vedere che a lisciare: sul tessuto steso si individuano le zone assottigliate, le aloni e i fori. Si segnano con uno spillo o un gessetto, e diventano zone da evitare nel taglio.

Il terzo passaggio è la scucitura, e va fatta solo dove serve. Con lo scucitore si aprono le cuciture laterali e quelle delle maniche, tirando piano e tagliando i punti dal rovescio; il carré e la bottoniera restano interi. Le cuciture aperte si stirano appiattendo le pieghe, e a questo punto la camicia è diventata due grandi pannelli, due maniche e alcuni pezzi minori pronti all’uso.

Progetto uno: il grembiule ricavato dal davanti

Grembiule di cotone chiaro appeso a un gancio accanto a un piano di lavoro
  1. Appoggia il davanti della camicia con la bottoniera chiusa e i bottoni allacciati, il fondo verso di te: quel fondo sarà il fondo del grembiule e non va toccato.
  2. Misura la larghezza utile che ti serve sui fianchi, di solito attorno a cinquanta centimetri, e traccia due linee verticali parallele alla bottoniera.
  3. Traccia la pettorina partendo da un’altezza di circa venticinque centimetri dal punto vita: una linea obliqua per lato che sale restringendosi, come una V rovesciata smussata.
  4. Taglia lungo le linee lasciando un centimetro e mezzo di margine su tutti i lati che non siano il fondo già rifinito.
  5. Rifinisci i bordi tagliati con un doppio ripiegamento da mezzo centimetro, stirato e cucito a punto dritto. Sono quattro cuciture in tutto.
  6. Applica i nastri: due pezzi da settanta centimetri ai fianchi e uno da ottanta in alto, inseriti fra le due pieghe dell’orlo e fermati con una cucitura a quadrato per resistere alla trazione.
  7. Ricava le tasche dalle maniche, tagliando due rettangoli che comprendano l’orlo del polso come bordo superiore, e cucile sul davanti a metà altezza.

Il vantaggio del metodo si vede alla fine: il grembiule ha una bottoniera funzionante sul davanti, che diventa una fila di tasche piatte se si cuciono due linee verticali attraverso il sormonto.

Progetto due: il sacchetto che usa l’orlo come bocca

  1. Prendi il dorso della camicia, che è il pannello più grande e senza aperture, e stendilo con il fondo rifinito verso il basso.
  2. Decidi l’altezza del sacchetto misurando dal fondo verso l’alto: trenta centimetri per un sacchetto da pane, quaranta per uno da spesa, cinquanta per uno da biancheria.
  3. Piega il pannello a metà con il diritto all’interno, facendo combaciare esattamente i due tratti di orlo inferiore, e spilla ogni cinque centimetri.
  4. Cuci i due lati e il fondo a un centimetro dal bordo, lasciando aperta solo la parte dove i due orli combaciano.
  5. Rifinisci i margini con un punto zigzag stretto e taglia in diagonale i due angoli del fondo, così che si aprano bene quando rivolterai il sacchetto.
  6. Crea il passaggio del cordoncino cucendo due linee orizzontali parallele a tre e a sei centimetri dalla bocca, e apri con lo scucitore due piccole fessure sul lato interno fra le due cuciture.
  7. Infila il cordoncino con una spilla da balia, annoda le estremità, rivolta il sacchetto e stira.

La bocca del sacchetto è l’orlo originale della camicia: già ribattuto, già stirato, già resistente. È la parte che in un sacchetto cucito da zero richiede più tempo di tutto il resto.

Progetto tre: la federa con chiusura a bottoni

  1. Misura il cuscino e aggiungi un centimetro e mezzo per lato: quella è la misura di taglio dei due pannelli.
  2. Ricava il pannello anteriore dal davanti della camicia, centrando la bottoniera nel mezzo del rettangolo, con i bottoni allacciati.
  3. Ricava il pannello posteriore dal dorso, della stessa misura esatta, evitando le zone segnate in fase di preparazione.
  4. Slaccia i bottoni e sovrapponi i due pannelli con il diritto all’interno, facendo combaciare gli angoli, poi spilla tutto intorno.
  5. Cuci il perimetro completo a un centimetro e mezzo dal bordo, senza lasciare aperture: l’apertura è già la bottoniera.
  6. Rifinisci i margini con lo zigzag e taglia gli angoli in diagonale a due millimetri dalla cucitura.
  7. Rivolta la federa attraverso la bottoniera aperta, spingi bene gli angoli con un ferro da calza smussato e stira il perimetro.

Se il cuscino è più largo della camicia, il pannello posteriore si compone unendo il dorso e una parte delle maniche aperte con una cucitura centrale stirata aperta: non si vede, perché resta sotto.

Che cosa fare del colletto, dei polsini e delle maniche

Il colletto è la parte più rigida della camicia, perché al suo interno c’è quasi sempre una teletta. Tagliato a metà lungo la piega dà due strisce rigide utili come fondo di una tasca, come rinforzo interno di un manico o come sostegno sotto il bordo di un cestino di stoffa.

I polsini sono due rettangoli doppi già rifiniti su tre lati e con un’asola funzionante. Cuciti a formare un anello diventano portatovaglioli, fascette per raccogliere cavi, o piccoli portaoggetti da appendere. È il pezzo che richiede meno lavoro in assoluto e che quasi tutti buttano.

Le maniche danno due tubi di tessuto lunghi e regolari. Aperti lungo la cucitura danno due rettangoli buoni per tasche e manici; lasciati chiusi e imbottiti diventano paraspifferi per la base di una porta. Il carré posteriore, infine, è già a doppio strato: tagliato in quadrati e bordato diventa una presina senza aggiungere altra imbottitura.

Ago, filo e regolazioni per il cotone da camicia

Ago di una macchina da cucire abbassato su un tessuto di cotone chiaro spillato

Il cotone da camiceria è un tessuto fitto ma sottile, e vuole un ago universale di misura media: troppo grosso lascia fori visibili sul popeline, troppo sottile si piega sulle cuciture sovrapposte della bottoniera.

Il filo di poliestere è preferibile al cotone perché ha più elasticità e regge meglio la trazione di un manico o di un cordoncino. Il colore va scelto un tono più scuro del tessuto quando non si trova la corrispondenza esatta, perché sul chiaro un filo più scuro sparisce meglio di un filo più chiaro.

La lunghezza del punto sta sui due millimetri e mezzo per le cuciture di assemblaggio, e sale a tre per le impunture a vista, che risultano più regolari. Nei punti in cui si attraversano quattro strati, cioè agli incroci delle cuciture e sulla bottoniera, conviene rallentare e accompagnare il tessuto con la mano senza tirarlo, altrimenti la macchina salta un punto proprio dove la cucitura sarà più sollecitata.

I cinque errori che si vedono a lavoro finito

Il primo è tagliare prima di lavare. Il ritiro non è uguale in trama e in ordito, e un oggetto tagliato su misura esatta esce dal primo lavaggio storto oltre che più piccolo.

Il secondo è rinunciare al bordo di fabbrica per comodità di taglio. Capita di accorgersi che l’orlo cade due centimetri fuori dalla linea tracciata e di tagliarlo via: da quel momento si è tornati a lavorare come sul tessuto in pezza, con tutto il lavoro di rifinitura che ne consegue.

Il terzo è la mancata rifinitura dei margini interni, che sul cotone da camiceria si sfrangiano rapidamente e riempiono la lavatrice di filacce. Il quarto è la cucitura del nastro del grembiule fatta con una sola passata: è il punto più sollecitato dell’oggetto e chiede una cucitura a quadrato con la diagonale. Il quinto è saltare la stiratura intermedia, che su questi progetti conta quanto la macchina: un margine stirato aperto prima della cucitura successiva cambia la piattezza del risultato, e un oggetto piatto è ciò che distingue un lavoro fatto bene da uno che sembra improvvisato. Vale la stessa attenzione che si mette in una scelta ragionata dei capi da tenere.

Domande frequenti

Serve una macchina da cucire, o si può fare a mano?

Il sacchetto e la federa si cuciono a mano con punto indietro corto, senza problemi particolari, in circa il triplo del tempo. Il grembiule ha punti molto sollecitati, in particolare l’attacco dei nastri, e a mano richiede una cucitura fitta e un filo doppio.

Quante camicie servono per tutti e tre i progetti?

Una camicia di taglia media basta per due oggetti su tre. Per farli tutti conviene partire da una camicia da uomo di taglia grande, che ha pannelli più ampi, oppure combinare due camicie di colori accostabili, tagliando i pannelli in modo che le due tinte si alternino.

Il tessuto della federa è abbastanza resistente per l’uso quotidiano?

Il cotone da camiceria è più sottile del percalle da letto, quindi la federa è adatta a un cuscino da divano più che a un guanciale usato ogni notte. Su un cuscino decorativo dura anni; sotto la testa si assottiglia più in fretta.

Come si evita che il grembiule si sporchi in modo irreparabile?

Scegliendo una camicia di colore medio o a fantasia, che perdona più di un bianco, e lavando l’oggetto separatamente dal resto le prime volte se il tessuto è scuro e potrebbe cedere colore.

Si possono usare camicie con una macchia grande?

Sì, purché la macchia si trovi in una zona che verrà scartata o che finirà all’interno. Sul dorso di una camicia c’è quasi sempre spazio per ricavare un sacchetto anche evitando un’area di venti centimetri, ed è per questo che le zone compromesse vanno segnate prima.

Ha senso lavorare su camicie comprate usate?

Ha senso, e spesso è il modo più economico di procurarsi tessuto di buona qualità in quantità. Il criterio di scelta cambia rispetto a quando si compra un capo da indossare: si guardano i grandi pannelli e la mano del tessuto, non la vestibilità, in modo simile a come si valuta un acquisto di seconda mano.

Tre oggetti da una camicia sola non risolvono nessun problema ambientale su scala industriale, e non è quello lo scopo. Servono a togliere dall’armadio un capo che occupava spazio senza essere usato, e a rimettere in circolo un tessuto che aveva ancora anni davanti.